venerdì 11 aprile 2008

Atomo sì, atomo no, atomo gnam!!!

Uno dei punti chiave dell'attualità, e quindi anche della campagna elettorale, è il dibattito sull'energia. E' proprio di oggi la notizia del dibattito tra Pecoraro Scanio e il Pdl su 15 fantomatiche centrali nucleari. Tra i tanti temi affrontati dalla politica italiana negli ultimi 30 anni questo è uno di quelli a cui tengo di più. Primo perché io sono a favore del nucleare (e lo sono dai tempi del referendum, anche se ero troppo piccola per votare), secondo perché il tema dell'energia è uno dei più attuali e problematici a livello mondiale in questo momento. Quindi, parafrasando la Cortellesi, "varrebbe la pena riparlarne"?
Analizziamo un attimo la situazione. Al momento il mondo intero dipende quasi completamente dai combustibili fossili (petrolio, metano e carbon fossile), questi mandano avanti l'industria mondiale, hanno dei prezzi incatenati tra di loro (sale il greggio, sale anche il metano e così via), sono altamente inquinanti e soprattutto non sono infiniti. Per una serie di motivi che, almeno a me, sfuggono i prezzi di questi combustibili stanno schizzando alle stelle, nonostante la domanda sia in una crescita prevista e la produzione al momento basti tranquillamente per accontentare l'offerta (dichiarazione congiunta di ieri dei Paesi produttori e dei Paesi consumatori).
Nel mondo le industrie si moltiplicano a vista d'occhio e il consumo energetico è destinato ad aumentare e non certo a diminuire. Questo porta ad una serie di problemi i cui più gravi mi sembrano al momento l'inquinamento (con tutte le sue conseguenze) e lo sfruttamento delle risorse non infinite da cui dipendiamo.
E' ovvio che un consumo consapevole e sostenibile dell'energia da parte di ognuno di noi sta diventando non solo auspicabile, ma quasi doveroso. E' altrettanto ovvio che questo da solo non basta. Come si fa allora? Si trovano delle fonti di energia alternative e si comincia una riconversione. A questo punto si cercano delle fonte che non siano facilmente esauribili (le cosidette fonti rinnovabili) e possibilmente non inquinanti. Benissimo ... ce le abbiamo, l'industria e la ricerca sulle energie alternative sta facendo passi da gigante. Abbiamo vari tipi di solare, abbiamo l'energia eolica, quella termica, abbiamo la termovalorizzazione (che risolve in parte anche il problema della spazzatura) e abbiamo una serie di strumenti come lo stoccaggio e il teleriscaldamento.
Il problema è che una riconversione mondiale richiede ingenti somme di denaro e soprattutto decenni di tempo.
Inoltre solare, eolico, termovalorizzazione e idrogeno per il prossimo periodo potrebbero bastare solo ad un livello locale e quindi si renderebbe necessario l'ausilio di altre fonti.
Perché non l'energia atomica?
Il nucleare di nuova generazione (le centrali di questo tipo richiedono 15 anni per essere cortuite) è una fonte sicura e relativamente pulita. Quando mi azzardo a tirare fuori questa teoria le prime domande sono sempre le stesse: "ma quale pulita, e le scorie?" e "ma quale sicura, e Chernobyl?".
A queste domande rispondo con tranquillità: le scorie radioattive sono sicuramente un problema, infatti non auspico una riconversione mondiale e totale all'energia atomica, tuttavia è un tipo di inquinamento che, se prodotto in quantità moderata, può essere confinato e controllato. Non credo proprio che sia più dannoso di tutto quello che buttiamo nell'aria quotidianamente, anzi ...
Sulla sicurezza poi ... da decenni le centrali nucleari funzionano e non esplodono. Chernobyl (e un altro paio di esempi) meritano una discussione a parte. Il disastro russo infatti è avvenuto in un particolare periodo, cioé la fine della guerra fredda e la corsa agli armamenti. L'URSS aveva bisogno di produrre sempre nuove testate nucleari e contemporaneamente di mandare avanti il Paese fingendo di avere i soldi e le risorse per fare tutto questo. In realtà non le aveva. Per la centrale di Chernobyl sono stati ignorati tutti i protocolli di sicurezza ed è stata mandata ben oltre un regime di garanzia. Inoltre c'è stato un discorso di sfruttamento del plutonio per le testate che una volta mi ha spiegato un fisico, ma che ora non saprei riportare.
Io credo proprio che appoggiarsi all'atomo per un periodo di tempo potrebbe essere una soluzione sostenibile per il mondo e credo la denuclearizzazione italiana sia stato un grande errore. Come tutti sanno, infatti, abbiamo le centrali francesi a due passi e noi non abbiamo risolto poi granché. Anzi dobbiamo comprare la loro elettricità a caro prezzo, quando qualsiasi malfunzionamento metterebbe a rischio noi quanto loro. Inoltre l'uscita dell'Italia dall'atomo ha smantellato una delle grandi scuole di fisica che ci facevano più onore nel mondo.
Detto questo ne abbiamo riparlato e sembrerebbe quasi che io sia a favore di costruire centrali nucleari in Italia. Ma non è proprio così. Se riesco a rimuovere la preoccupazione di una possibile gestione raffazzonata di casa nostra, resto comunque convinta che il parere del popolo sia stato dato e non si possa bypassarlo come se nulla fosse.
Bisognerebbe fare una campagna e un referendum quantomeno, perché gli italiani hanno detto no al nucleare e questo no va rispettato, non ignorato come il capriccio di un bambino.
Le varie parti politiche e la confindustria parlano di energia nucleare come se fosse una decisione che spetta al governo di turno, ma non può essere così. A tutto il popolo è stato chiesto un parere e il parere è stato dato chiaramente. E ora? La decisione non fa più comodo e si fa finta di nulla? Non possiamo farci togliere la parola ogni volta che una questione oltre a sembrare spinosa diventa anche un'enorme fonte di guadagno. Ci hanno chiesto una decisione e ora la rispettino.
Detto questo rimango convinta che tanto è solo una fuffa elettorale. Ribadisco il concetto: per costruire una centrale ci vogliono un sacco di soldi e 10-15 anni, la spesa toccherebbe al governo di turno, il merito a un governo che non riusciamo nemmeno a immaginare. Ma figurati!
A noi conviene buttarci sulle fonti alternative piccole e spendibili tutti i giorni. Per la sicurezza e il sovrappiù continueremo a pagare un sacco di soldi agli altri produttori, vicini e lontani. Oppure continueremo a dare i soldi alle utility italiane che costruiscono e gestiscono le centrali in Slovenia, Romania, ecc ... E' un prezzo onesto da pagare per non far pesare il pensiero del nostro Paese meno di un atomo!

5 commenti:

Gibilix ha detto...

e come potrei concordare di più...?

Nucleare si, ma solo come una delle fonti di energia e con un piano a lunghissimo termine, non come misura d'emergenza. E solo se accompagnata da tante altre tecnologie.

Purtoppo il problema è sempre quello: gli argomenti seri, come quello delle politiche energetiche, vanno affrontati con calma e con cognizione. Sono complessi e non si possono ridurre a spot elettorali. C'è bisogno di molta, ma molta molta informazione. È un gioco complesso di valutazione di costi e benefici di tante possibili soluzioni. Non ce n'è una su tutte.

Anche io penso che sbagliammo tragicamente con quel referendum.

V. ha detto...

Non mi ricordo bene, ma forse sei stato proprio tu a spiegarmi la storia dello sfruttamento del plutonio. Sicuramente sei stato tu a spiegarmi quale grave perdita fu per la scuola di fisica nucleare. Cmq completamente d'accordo: piano a lunghissimo termine, nucleare solo come una delle tante fonti.

maria ha detto...

Vabbé, concordo anch'io. Ma se si dovessero costruire centrali in Italia mi viene la pelle d'oca solo a pensare agli appalti e alla sicurezza. Non per far la straniera che si lamenta di tutto, ma se non sono capaci di fare nemmeno una strada!

francescobiraschi ha detto...

Sottoscrivo il tuo programma energentico! Ogni volta che posso glielo rinfaccio ai miei che all'epoca votarono contro il nucleare...
Con la promessa di piani su energie alternative a lungo termine!
Daje intanto vinciamo le elezioni
WE CAN

V. ha detto...

La possibile mala-gestione delle centrali in alcune zone dell'Italia spaventa anche me. La preoccupazione di Maria è ben fondata! Però non è sempre tutto così, mio padre ha lavorato nella centrale di Montalto da giovane e mi ha sempre raccontato che la sicurezza era ineccepibile. Biro ... YES, WE CAN