mercoledì 30 aprile 2008

E' ora di voltare pagina (post sentimentale)

Sono arrivata alla conclusione che è ora di voltare pagina. Negli ultimi mesi non abbiamo fatto altro che parlare di politica. E ora le cose sono andate come sono andate. Una parte di me è contenta solo del fatto che sia passato. Certo non è come una partita di calcio, il cui risultato sfavorevole svanisce nel tempo. Però non dovermi svegliare domani con la preoccupazione delle elezioni o con lo scorno di una batosta è già qualcosa.
Io sono una democratica convinta e a questo punto penso che gli italiani abbiano espresso una decisione forte. Io non la condivido. Però ... devo accettarla. E siccome mi fa male non posso più pensare tuto questo tempo alla politica. Non serve a nulla che io mi faccia anche il sangue cattivo. Intendiamoci, non voglio lavarmene le mani, ma starò solo a guardare con attenzione quello che succede, senza sbracciarmi, sgolarmi e buttarmi in ansia come mi è successo in questo periodo.
Io temo che tra 5 anni noi non avremo più libere elezioni. Ma voglio sperare che questa sia solo una paura irrazionale. Spero che i miei incubi più neri non si realizzino, e sarebbe già abbastanza. Magari nessuno farà grandi cazzate e Alemanno sarà un così bravo sindaco che mi verrà quasi voglia di votarlo alle prossime elezioni. Non lo voterei comunque perché ha un passato da picchiatore fascista, ma questa è un'obiezione personale che, alla luce degli eventi odierni, lascia il tempo che trova.
Vorrei veramente che questa gente lavorasse bene per la città, anche per lo Stato. Sperare non costa nulla.
Io però sono fermamente convinta che ci sia il bisogno di applicare una sorta di resistenza urbana. Una resistenza quotidiana al disfacimento.
Per questo mi sento di dover cambiare pagina e non incarognirmi più sulla politica.
Anche perché oggi i tavolini mi sembravano triplicati e giurerei che un paio di tassisti abbiano tentato di investirmi. Sto sfociando nella paranoia e questo non va bene. Non va bene per me perché magari ho una vita sola e sto perdendo un sacco di tempo per una massa di gente alla quale non gliene frega una minchia.
Ma torniamo alla resistenza urbana (la decisione di voltare pagina, lo ammetto, è un po' forzata, ho ancora la tendenza a divagare).
La prima cosa è ... serenità. Lo so che è difficile, ma farci rovinare l'esistenza in questo momento non ha proprio senso.
Bisogna curarsi delle cose piccole.
Come dice il mio prof di capoeira (ogni tanto pure lui ne dice una sensata) le cose grandi ci travolgono e ci lasciano senza fiato, ma sono le cose piccole che ci accompagnano veramente nella vita.
E' arrivato il momento di curare di più i nostri giardini (dai ... su ... è una metafora).
Coltivare le cose che ci piacciono e godere delle soddisfazioni che ci danno. Solo così riusciremo a sopravvivere, perché l'intontimeno da sky non ci può bastare alla lunga!
Io voglio iniziare ringraziando la mia passione più grande: gli amici.
Li ringrazio di esistere e di dare senso a cose che altrimenti non lo avrebbero.
Ringrazio Katia che mi parla al telefono mezz'ora ogni giorno e mi ricorda cosa sono io nella vita. Ringrazio Mjrka, che dopo 22 anni riesce ancora a chiacchierare di politica con me fino alle 2 di notte (anche per la bottiglia di vino che ci ha offerto a sorpresa stasera). Ringrazio Cecilia perché è ancora felice ed emozionata nel farmi da testimone, perché dopo tanti anni è ancora Cecilia e perché mi legge, anche se non riesce a scrivere un commento ai miei post (ma io attendo fiduciosa). Ceci non ti ho risposto al sms perché non ho più soldi al cellulare :-)
Ringrazio Fabrizio perché è sempre un bel cervello con cui confrontarsi (ti confesso che i commenti di questi giorni mi hanno ricordato una serata di festeggiamenti a Via delle Botteghe Oscure ... tanti tanti anni fa, siamo sempre andati d'accordo sulla politica noi, vero?). Ringrazio Pamela, Federica e Virginia per le mail ormai sempre più rare, ma sempre con la stessa intimità. Ringrazio Giovanni per avermi adottata e per avermi offerto la sua casa di Orte per il ricevimento di matrimonio. Ringrazio Massimo per ricordarmi che nella vita c'è sempre qualcosa di interessante su cui vale la pena perdere del tempo. Ringrazio Sara per testimoniare che a volte i sogni si avverano (lei si chiederà il perché di questa affermazione, ma io non saprei spiegarla meglio di così). Ringrazio Valentina perché mi fa credere che l'etereo e il terreno a volte si fondono benissimo. Ringrazio Mery perché mi ricorda che esistono i vent'anni e io li ho scampati. Ringrazio Gaia perché è la serenità. Ringrazio Margherita perché è determinata. Ringrazio Vera perché fodera la casa delle bambole con la stoffa di Morris. Ringrazio tutti gli amici della Trento perché non era detto che si sarebbe diventati amici. Ringrazio Marco perché, nonostante avesse ben altro da fare, mi ha portato la sua corda anche se non ce n'era poi tutto sto bisogno, ma ha capito che per me era importante. Ringrazio tutti miei amici di capoeira per le risate, i canti, le rode e (soprattutto) i calci. Ringrazio tutti coloro che sanno che in questa lista non c'è un primo, non c'è un ultimo e non ci sono reali priorità e chi non è stato nominato ora magari lo sarà domani ... sa che ho solo bevuto una bottiglia di vino e i miei neuroni ora stanno facendo la hola per cavoli loro, ma nonostante tutto mi vuole bene lo stesso.
Ecco ... ora che ho pensato un po' di cose belle (anche se a momenti sembrava un po' una cosa funebre, ma l'ho sfatata sul finale, spero) mi sento già più contenta e posso andare a dormire tranquilla.
Buonanotte mondo. Magari tu domani non sarai migliore, però potrei sempre esserlo io!

2 commenti:

Gibilix ha detto...

Me lo ricordo bene quel festeggiamento a Botteghe Oscure :-) E a dir la verità ci penso tutte le volte che sto incollato davanti la tv a sperare che si muovano quelle maledette percentuali, quando m'illudo che le sezioni scrutinate fino a quel momento erano solo quelle dei quartieri neri e che poi vedrai come cambiano le percentuali quando arriveranno anche i dati dalle sezioni rosse.

Comunque,
Tavolini: si chiama primavera;
Tassisti: si chiama paranoia di credere che sei rimasta l'unica di sinistra e che tutto il resto del paese sia di destra e voglia finirla con te che sei l'ultima nemica rimasta. È una senzazione che proviamo un po' tutti noi che abbiamo perso. Tranquilla siamo un po'di meno, ma siamo sempre in tanti (quasi la metà...)

V. ha detto...

La sensazione che una città non ti appartenga più, che sia altro, diverso da te. Che sia alieno e misterioso, anche quando pensavi di conoscerlo. E' una sensazione di tradimento. Ovvio che mi venga la paranoia.
Hai ragione ... siamo un po' di meno, ma almeno dove vivo io nemmeno poi tanti (i dati delle sezioni del centro sono piuttosto confortanti). Un pensiero positivo al giorno e passa un po' di paura!!!